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Archivio di Stato di Modena

Il patrimonio disperso. Libri, documenti, opere d'arte dell'Abbazia di San Pietro nei luoghi della cultura modenese

La mostra è aperta dal 27 settembre al 6 ottobre 2014 con i seguenti orari:
lunedì- sabato 10- 13;
aperture straordinarie:
sabato 27 settembre 15- 18; domenica 5 ottobre 10- 18

L' Abbazia Benedettina di San Pietro, l' Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, l' Archivio di Stato di Modena, l' Istituto Superiore d’Arte “A.Venturi”, la Biblioteca Estense Universitaria ed il Museo Civico d’Arte promuovono un vasto progetto espositivo, dislocato nei singoli istituti partecipanti, atto a promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio dell'antica abbazia di San Pietro di Modena, fondata nel 983 e diventata da subito centro spirituale e culturale di grande rilievo. L'evento, patrocinato dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Modena ed il FAI- Delegazione di Modena, con il contributo della Banca Popolare dell'Emilia Romagna e con il contributo tecnico di Neon King. Prevista sabato 27 settembre alle ore 10,30 la presentazione dell'evento presso la Sala Santa Scolastica, Abbazia Benedettina di San Pietro, Cortile delle Colonne cui seguiranno le aperture delle varie sedi

Sei sedi espositive aperte simultaneamente che sarà possibile visitare dal 27 settembre al 6 ottobre 2014, nelle modalità e negli orari predisposti dai cinque Istituti partecipanti

La millenaria storia di San Pietro di Modena comincia nel 996, quando il vescovo di Modena Giovanni vi istituisce un monastero benedettino. San Pietro conosce poi un notevole sviluppo del patrimonio fondiario in territorio sia modenese (zona di Minutara e San Cesario sul Panaro) sia bolognese (Crespellano, Calcara e Pragatto), che è la ragione della sua copiosa accumulazione di documenti in un vero e proprio archivio monastico. Le soppressioni degli enti religiosi operate dai governi rivoluzionari fanno sì che dal 1797 anche l’archivio di San Pietro passi alle dipendenze dall’Agenzia dei beni nazionali del Dipartimento del Panaro; in tale occasione i beni immobili furono destinati per lo più alla vendita, mentre gli archivi furono conservati in funzione di documentazione patrimoniale, subendo consistenti scarti di atti ritenuti “inutili” a quei fini.
Dopo l’Unità d’Italia anche l’archivio del monastero di San Pietro passò a far parte del patrimonio culturale della Nazione con la sua conservazione nell’Archivio di Stato di Modena, dove si presenta con una consistenza complessiva di 149 filze e 53 registri, a cui si devono aggiungere 1.392 preziose pergamene che si datano dal 996, con concessioni vescovili anche più antiche, che gli studi di Filippo Valenti hanno dimostrato essere falsi fabbricati per fini patrimoniali.
Migliaia di contratti, cause, registri contabili testimoniano della gestione di un copioso patrimonio; le pergamene e gli altri atti sono stati a suo tempo descritti negli inventari d’archivio settecenteschi, uno dei quali viene attribuito alla mano dell’erudito Benedetto Bacchini, abate del monastero dal 1711 al 1713. Tra gli inventari di beni mobili di San Pietro conservati in Archivio di Stato di Modena spicca anche l’“Indice bibliografico della libreria di San Pietro” del 1765, catalogo della biblioteca monastica di grande rilievo culturale.

A cura di: Enrico Angiolini, Maria Carfì, Aurelia Casagrande

Visite guidate a cura di Carlo Giovannini sabato 27 settembre e sabato 4 ottobre, ore 11,30

Riproduzioni fotografiche: Giuseppe Calzolari, Vincenzo Luciano

Restauro e allestimento mostra: Maria Antonietta Labellarte, Enzo Fiori

Ufficio stampa e comunicazione: Maria Carfì, Paola Ferrari

Hanno collaborato: Gennaro Cammarano, Elena Paglino, Valentina Soldani, Maria Rosa Venturi, Oriella Zanasi

Per i materiali espositivi prestati va un sentito ringraziamento a Fausto Ferri



Ultimo aggiornamento: 24/09/2019