"Vincenzo Borelli, notaio e patriota", lezione- conferenza
Archivio di Stato di Modena, Sala d'Ercole, via Sgarzeria, 6
24 febbraio 2011 - Conferenza
La Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Modena, in concomitanza con l’inizio del ciclo di lezioni di “Archivistica speciale e Storia delle istituzioni” ed in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia propone giovedì 24 febbraio alle ore 16, una lezione- conferenza a cura del dott. Angelo Spaggiari, già direttore dell’Istituto, sulla figura di Vincenzo Borelli (1786-1831), il notaio modenese giustiziato sul bastione orientale della Cittadella di Modena il 26 maggio 1831, assieme a Ciro Menotti.
Vincenzo Borelli, pur non appartenendo al gruppo dei congiurati che la sera del 3 febbraio 1831, dalla casa di Ciro Menotti, diede inizio alla rivoluzione modenese, prese parte attiva alle scelte politiche che, dopo la constatazione dell’abbandono di Modena da parte del Duca, determinarono la formazione dei governi provvisori, e cioè la Dittatura di Biagio Nardi (9-22 febbraio 1831) e il Governo Provvisorio di Modena e Reggio (22 febbraio-3 marzo 1831). Questi governi, pur nella loro breve durata, espressero quell’idea di unità nazionale che, come sappiamo, venne realizzata trent’anni dopo. Per questo, e “per aver parlato la verità e giovato ai suoi concittadini” (come diceva, già nel 1831, il Discorso Storico sulla vita di Ciro Menotti), Vincenzo Borelli venne condannato a morte e giustiziato.
Ma la vicenda Borelli si inserisce anche all’interno del corso di “Archivistica speciale e storia delle istituzioni”, intanto perché fu un notaio e, di conseguenza, le matrici degli strumenti da lui rogati, si conservano nel fondo notarile dell’Archivio di Stato di Modena, istituto nel quale si conserva, inoltre, la maggior parte dei documenti (conosciuti e superstiti) relativi al processo ed all’esecuzione del Borelli, assegnati, dagli archivisti austroestensi, al fondo Alta Polizia, cosa quest’ultima che permette di fare utili considerazioni sulle progressive trasformazioni dei fondi archivistici. Infine, non è superfluo ricordare che una delle principali testimonianze sulla tragica vicenda Borelli (citata in quasi tutte le sue biografie) appartiene proprio a Giuseppe Campi e cioè al primo Direttore postunitario dell’Archivio di Stato di Modena.
Un doppio filo lega dunque questa figura storica con l’Archivio di Stato, creando un percorso accattivante tra le diverse testimonianze scritte, su una delle figure che si inserisce a pieno titolo nella storia di Modena.

