Tesori di carte: “L’oro e la porpora”: il privilegio di Enrico IV per l’abbazia di Pomposa del 7 ottobre 1095

Archivio di Stato di Modena, Sala d'Ercole, via Sgarzeria, 6

25 gennaio 2012 - Conferenza

privilegio purpureo enrico IV

In occasione del ricorrere del 150° anniversario della nascita dell'Archivio di Stato di Modena e nell'ambito del ciclo di incontri “Tesori di Carte” che si terranno nell'arco dell'intero 2012, si svolgerà mercoledì 25 gennaio alle ore 16 presso la Sala d'Ercole dell'Archivio di Stato di Modena (ingresso via Sgarzeria, 6) l'incontro dedicato al privilegio di Enrico IV del 1095, curato da Enrico Angiolini, archivista libero professionista, vicepresidente CSR (Centro Studi e Ricerche di Modena) e docente presso la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell'Archivio di Stato di Modena.


“Esistono documenti che sono importanti, più ancora che per il loro contenuto, per le loro forme esteriori e per la loro confezione, quando queste riassumono con efficacia sul piano visivo i principi, i valori e le ideologie delle civiltà che li hanno prodotti. È questo il caso di uno dei documenti più “preziosi” fra tutti quelli dell’Archivio di Stato di Modena, ovvero del “privilegio purpureo” di Enrico IV per l’abbazia di Pomposa del 7 ottobre 1095, oggi qui conservato perché acquisito verso la fine del XV secolo dagli Estensi assieme ai diritti sull’abbazia pomposiana.
Questo documento, infatti, è prezioso e singolare non tanto per il suo contenuto (una “normale” conferma di beni, diritti e privilegi da parte dell’imperatore a una grande abbazia), quanto per il suo aspetto esteriore di rarissimo documento prodotto dalla cancelleria del Sacro Romano Impero con la scrittura di inchiostro dorato su pergamena interamente colorata di porpora, e quindi con l’imitazione deliberata di modelli dell’Impero Bizantino. L’oro e la porpora, materiali così rari e preziosi, divennero infatti – soprattutto la seconda – di uso esclusivo e privilegiato degli imperatori romani, ed erano usati per infondere nei documenti il massimo prestigio, con risultati anche simbolici e “propagandistici” di assoluto rilievo. Questo “privilegio purpureo” è poi un vero e proprio unicum: dei sei esemplari di questo tipo di documento sicuramente ancor oggi esistenti in tutto il mondo, soltanto due sono conservati in Italia (altri due in Germania, uno nello Stato della Città del Vaticano e uno in Belgio), e quindi l’Archivio di Stato di Modena è il depositario dell’unico di questi tesori che appartenga al patrimonio archivistico dello Stato Italiano.

Enrico Angiolini

 

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