Tesori di carte in Maggio: "Uno sconosciuto santo estense: San Contardo d'Este (XIII sec.), compatrono di Modena con Sant'Omobono dal XVII sec."
Archivio di Stato di Modena, Sala d'Ercole, via Sgarzeria, 6
30 maggio 2012 - Conferenza
Si svolgerà mercoledì 30 maggio dalle ore 16 alle ore 17, il terzo e ultimo appuntamento del mese di Maggio con Tesori di carte. La conferenza a cura di Licia Beggi Miani, ripercorre le tappe che portarono il santo estense a diventare compatrono della città di Modena. La conferenza si svolgerà in Sala d'Ercole, (via Sgarzeria 6). L'ingresso è libero.
"Il Breve di Papa Urbano VIII ( 27 settembre 1628) è uno dei documenti “tesori di carte” relativi alla vicenda contardiana: ci attesta la posizione ufficiale della Chiesa e la canonizzazione di Contardod’Este, l’umile pellegrino morto a Broni il 16 aprile 1249, sulla via Francigena, mentre era in cammino verso l’ancor lontana meta di Compostella. Acclamato allora Santo dalla devozione popolare dei Bronesi e, come tale per secoli da loro invocato, il documento ne testimonia la diffusione del culto; dopo quattro secoli, quella devozione veniva riconosciuta dalla Chiesa e Contardo accolto tra i Santi ufficialmente canonizzati a Roma. Il Breve, punto di arrivo di quel lungo cammino di fede e devozione, ne rappresenta anche il punto di partenza per ulteriori e più ampi sviluppi: a Modena la Chiesa, l’Autorità Civile e Casa d’Este condivisero il progetto di una sua valorizzazione e sostennero quell’antica e ormai radicata devozione, introdotta in città e nel Ducato dal Duca Cesare d’Este; maturarono così le condizioni per cui il 27 dicembre 1698 si giunse alla delibera del Consiglio dei Conservatori di Modena che elevava San Contardo a Compatrono della città. Andava così ad affiancare San Geminiano e, a sua volta, sarebbe poi stato affiancato da Sant’Omobono. Qualche anno prima, nel 1665, la Chiesa Modenese e Casa d’Este avevano accolto alcune autentiche reliquie del Santo, così come ci attesta un altro dei “tesori di carte” dell’ASMO, la “Recognitio Reliquie”: circostanza che per i Modenesi costituì un ulteriore motivo di devozione a San Contardo e di stima per la Casa d’Este."
Licia Beggi Miani

