Progetto "Il confine che non c'è. Bolognesi- Modenesi uniti nella terra di mezzo"

Il progetto triennale Il confine che non c'è. Bolognesi- Modenesi uniti nella terra di mezzo è promosso dall'Archivio di Stato di Modena, il Comune di San Giovanni in Persiceto e il Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto, sotto il coordinamento di Patrizia Cremonini dell’Archivio di Stato di Modena

Il progetto prevede un ciclo di iniziative triennali volto a esaminare la fascia di cerniera in cui noi viviamo e che nel corso dei secoli è servita a segnare diversi tipi di confine: tra antichi popoli e gruppi etnici, tra stati ed eserciti, tra culture, lingue e linguaggi.

Il primo ciclo dal titolo "Eresie e magie tra Modena e Bologna" ha analizzato il tema dell'Inquisizione nei territori bolognese e modenese ed attraverso un ciclo di conferenze e alcune mostre realizzate a San Giovanni in Persiceto e a Modena ha posto in evidenza particolari aspetti della lunga mano inquisitoriale, tracciandone differenze e similitudini nella terra di confine

Il secondo ciclo, dal titolo "Bizantini e Longobardi, culture e territori in una secolare tradizione" passa ora ad analizzare il rapporto tra Bizantini e Longobardi, le due etnie culturali che si sono fronteggiate per circa un secolo lungo la fascia territoriale percorsa dall’antico corso del Panaro (Scoltenna), prossimo all'odierno confine di pianura tra Modena e Bologna segnato dal corso Muzza. Il radicamento longobardo fino allo Scoltenna ebbe un effetto di cesura sull’assetto territoriale, influendo sulla fissazione dell'attuale asse confinario, e favorendo lo sviluppo di tradizioni culturali diverse sui due versanti, a est i Bolognesi in aree di tradizioni bizantine, a ovest i Modenesi in aree di tradizioni longobarde.